coppie di fatto

Condominio e coppie di fatto: cosa dice la legge per le Tasse immobiliari, diritti ereditari e tutele per i superstiti nelle unioni civili

L’11 maggio 2016 è stato approvato il ddl Cirinnà, con l’obiettivo di regolamentare le unioni di fatto, tra persone di diverso o dello stesso sesso: i cambiamenti riguardano la convivenza tra persone
maggiorenni unite da un legame affettivo di assistenza reciproca, morale e materiale e vivono insieme.

Sia le unioni civili che le convivenze di fatto comportano la coabitazione: questo comcoppie di fattoporta che i partner assumono una serie di diritti e doveri riguardanti sia la proprietà degli immobili in cui risiedono, sia la tassazione (IMU, TASI e via dicendo). Ci sono una serie di differenze rilevanti fra coppie in unione civile e conviventi di fatto: nel primo caso, si costituiscono vincoli patrimoniali che invece, nel secondo caso, non sono stabiliti per legge ma possono essere oggetto di contrattazione fra le parti. La legge però prevede specifici diritti, per esempio in caso di decesso del partner, anche relativi al diritto del superstite in relazione all’immobile di coabitazione.

Il comma 11 della legge Cirinnà prevede, per le unioni civili, l’obbligo di coabitazione, il successivo comma 12 specifica che le parti concordano l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune. Infine, in base al comma 13, in mancanza di diverso accordo, il regime patrimoniale è la comunione dei beni, del tutto analoga a quella prevista per le coppie sposate. Le parti possono scegliere la divisione dei beni.

Le norme appena descritte hanno i seguenti effetti in materia di IMU e TASI: in virtù dell’esenzione TASI sulla prima casa, l’immobile di residenza non paga l’imposta. Nel caso in cui ci siano altri immobili, vale la regola sopra descritta: dipende dal regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni), e dall’intestatario della proprietà.

Diritti sulla casa di proprietà

La nuova legge stabilisce che in caso di morte del convivente proprietario dell’immobile di residenza della coppia di fatto, l’altro convivente ha diritto a continuare a abitare nella stessa casa per un periodo di tempo pari alla durata della convivenza, che va da un minimo di 2 anni (3 anni se nella stessa casa coabitano figli minori del convivente superstite) a un massimo di 5 anni.

Questo diritto si perde se il convivente superstite si sposa o si unisce civilmente oppure intraprende una nuova convivenza di fatto, o comunque se abbandona la casa comune cessando di abitarvi in modo stabile.

Diritti sulla casa in affittocoppie-di-fatto e condominio

Il ddl Cirinnà prevede che in caso di morte del convivente locatario o di suo recesso
dal contratto di affitto, l’altro convivente ha un diritto di preferenza, cioè la possibilità di succedergli nel contratto. Stessa regola per gli alloggi di edilizia popolare: il convivente di fatto ha in quest’ambito gli stessi diritti di assegnazione nelle graduatorie.

Coppie di fatto e condominio: cosa succede?

L’amministratore di condominio dovrà tenere conto di queste modifiche anche nell’ambito della gestione condominiale.

Iscrizione all’anagrafe condominiale: L’introduzione dell’anagrafe condominiale ha introdotto anche l’obbligo per l’amministratore di condominio di tenere un registro con tutti i dati relativi all’immobile e alle persone che lo occupano, quindi non soltanto i dati dei proprietari e dei titolari dei contratti di affitto, ma anche degli usufruttuari e dei conviventi.

Il ddl Cirinnà obbliga quindi l’amministratore di condominio a informarsi circa lo status di ogni condomino, quindi di iscrivere nei registri dell’anagrafe condominiale anche le eventuali coppie di fatto residenti in condominio.

Diritti condominiali del convivente di fatto: Il convivente di fatto ha la facoltà di partecipare alle assemblee condominiali in qualità di delegato rappresentante del convivente proprietario dell’immobile o titolare del contratto di affitto, esattamente come quest’ultimo potrà delegare legalmente il proprio convivente a rappresentarlo durante le assemblee condominiali o comunque a gestire le questioni relative al condominio.

Regolamentazione della convivenza

I conviventi di fatto, grazie al ddl Cirinnà, hanno ora anche la possibilità di regolare i loro rapporti patrimoniali attraverso la sottoscrizione di un contratto di convivenza, redatto con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio.

Il contratto di convivenza può contenere informazioni relative alla residenza, alla ripartizione delle spese di contribuzione all’economia domestica in maniera commisurata alle sostanze di ciascun convivente, alla scelta del regime patrimoniale di comunione o separazione dei beni.

Ti è piaciuto l'articolo?
Non perdere i prossimi post... iscriviti alla nostra news letter!
We respect your privacy.

Leave a Comment